iphone 8

iPhone 8, ritardo sul mercato a causa di problemi software?

La commercializzazione di iPhone 8 potrebbe essere ritardata a causa di alcuni problemi software. Alcune delle nuove componenti, tra cui il riconoscimento 3D del volto e la ricarica wireless, sembrerebbero mettere in difficoltà iOS 11.

iPhone 8 potrebbe arrivare sul mercato in ritardo rispetto alle previsioni iniziali. È quanto emerge dal nuovo report realizzato da Fast Company, che cita problemi di natura software alla base di questa situazione.

Il nuovo smartphone Apple integrerà infatti una serie di nuove componenti che iOS 11 sembra non essere ancora in grado di gestire al meglio. Sembra essere concreto il rischio che l’azienda di Cupertino possa, nella fase iniziale, limitare alcune funzionalità.

iPhone 8 ritardi

Il report parla di un clima particolarmente teso in Apple. Le due grandi criticità sarebbero legate al riconoscimento 3D del volto e alla ricarica wireless, due delle novità che saranno integrate in iPhone 8. Considerate singolarmente queste funzionalità sembrano funzionare perfettamente, ma iOS 11 faticherebbe a gestirle nell’utilizzo quotidiano.

Sembra inoltre esserci ancora incertezza relativamente al posizionamento del Touch ID. Com’è ormai noto, con iPhone 8 sarà eliminato l’iconico pulsante fisico sulla parte frontale, sostituito da una Function Area. Apple dovrebbe aver scartato la possibilità di posizionare il lettore per il riconoscimento delle impronte digitali sul retro, optando per un inserimento al di sotto dello schermo.

Una soluzione che sta creando non pochi grattacapi all’azienda di Cupertino, soprattutto nella logica di dover produrre su larga scala iPhone 8. Alcune indiscrezioni parlano addirittura della possibilità che Apple possa totalmente eliminare il Touch ID, scegliendo come sistema di sblocco principale quello del riconoscimento 3D del volto.

iPhone 8 ritardi

Insomma, una serie di fattori che starebbero spingendo Apple a operare un’attenta riflessione in merito alla commercializzazione di iPhone 8: da una parte potrebbe essere ritardata al fine di immettere sul mercato un dispositivo pronto a 360°; dall’altra l’azienda di Cupertino potrebbe rispettare le tempistiche iniziali facendo arrivare nei negozi lo smartphone fin da subito, con alcune funzionalità inizialmente disattivate.

In tal senso, questa seconda ipotesi è avvalorata da un’indiscrezione circolata sul web qualche giorno fa e relativa alla ricarica wireless. Si è parlato infatti della possibilità che Apple abilitasse questa funzionalità solo con iOS 11.1, dunque successivamente all’effettiva commercializzazione di iPhone 8.

iPhone 8 ritardi

Una situazione molto complessa che, tra l’altro, potrebbe avere delle ripercussioni in ottica commerciale. Nelle prossime settimane potremmo avere a disposizione nuovi dettagli in grado di chiarire la questione. In ogni caso, le certezze scaturiranno solo dal Keynote di presentazione, previsto a settembre.

Dopo aver alzato il sipario su iPad 9.7 e sulla nuova generazione di iPad Pro, la strategia Apple per il 2017 potrebbe dunque subire una battuta d’arresto in termini di tempistiche. iPhone 8 si appresta a essere lo smartphone dell’azienda di Cupertino con il maggior numero di novità degli ultimi anni, ma a che prezzo.

FONTE: tomshw.it

Misura Internet. Problemi con la connessione ADSL? Finalmente c’è la soluzione!

Finalmente è nato il progetto “Misura Internet”!

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Finalmente lavoriamo per migliorare la nostra linea!

posizione speaker macbook pro

Il MacBook Pro con TouchBar smontato da iFixit: difficilissimo da riparare, i fori audio sono finti

Macbook Pro smontato da iFixit

Come succede ormai con ogni dispositivo Apple, iFixit ha già smontato il nuovo MacBook Pro con la nuova TouchBar, rivelando tutte le sue caratteristiche tecniche. Pare che ci siano solamente delle lievi differenze tra il modello con TouchBar e quello senza, tra le quali, la possibilità di sostituire l’SSD.

teardown-macbook-pro

 

Spazio alla Touchbar

La maggior parte dei componenti interni del nuovo MacBook Pro sono stati sistemati in modo da fare spazio alla nuova TouchBar. Le griglie laterali dedicate agli speaker sono puramente estetiche sul modello da 13”. Mentre su quello da 15” servono appunto per far uscire il suono prodotto dalle casse audio. Sul modello senza TouchBar invece, le griglie vengono sfruttate proprio come sul modello da 15” con TouchBar. Come potete vedere dall’immagine sottostante, gli speaker audio (i riquadri arancioni) sono posti in alto, mentre le griglie (riquadri rossi) si trovano molto più in basso. Secondo iFixit difficilmente il suono passa da una parte all’altra, rendendo effettivamente le due griglie puramente estetiche.

speaker audio posizionati su macbook pro

 

Il trackpad è l’unico componente facilmente sostituibile nel computer, in quanto sia l’SSD che il processore, batteria e la memoria RAM non si possono rimuovere. Anche la nuova TouchBar sembrerebbe veramente difficile da sostituire. Gli stessi ragazzi di iFixit hanno dichiarato di averla rotta, mentre stavano cercando di smontarla. Inoltre, visto che il tasto d’accensione viene controllato dal processore Apple T1 incorporato nella logic board, la rottura di questo potrebbe richiedere la completa sostituzione della board stessa.

macbook pro smontato da ifixit

Conclusioni

Concludendo, iFixit ha dato un punteggio di 1/10 al nuovo MacBook Pro con TouchBar per quanto riguarda la sua “riparabilità”. Questo significa che sarà veramente difficile aggiustarlo manualmente, com’era possibile con le precedenti versioni. Il MacBook Pro senza TouchBar rimane leggermente più “maneggevole” da questo punto di vista, permettendo ad esempio la sostituzione dell’unità SSD.

 

Fonte ispazio.net

Scheda video: guida all’acquisto (NVIDIA e AMD)

Indecisi su quale scheda video prendere per il vostro PC? Eccovi una guida completa all’acquisto

Abbiamo appena acquistato un PC fisso ma non sappiamo quale scheda video aggiungere? Spenderemo il giusto? Conviene aggiornare la scheda video già presente? Sono solo alcuni degli interrogativi che la gente si pone quando deve acquistare una delle componenti più importanti del PC, in particolar modo se tale macchina è destinata al gioco, al rendering 3D con l’accelerazione hardware o per guardare film in UltraHD. Chimera Revo cercherà di venire incontro agli utenti con questa nuova rubrica a cadenza periodica in cui vi consiglieremo le schede video non solo in base alle disponibilità economiche ma anche in base alle esigenze dei singoli utenti.

Il criterio che ha permesso di stilare questa guida è strettamente legato al rapporto prezzo/prestazioni. Eviteremo quindi configurazioni dual come CrossfireX o SLI, cercando se possibile di ottenere il massimo già con la configurazione a scheda singola. Tratteremo sia i modelli NVIDIA che i corrispondenti modelli AMD, così da non favorire un marchio in particolare e di lasciare la scelta finale all’utente.

Migliore scheda video

Scheda video economica (PC gaming base)

Le schede video presentate in questa sezione sono l’ideale per chi non ha elevate pretese dai giochi ma necessita comunque di una scheda abbastanza potente anche per altre esigenze (grafica, elaborazione video etc.). Non aspettiamoci grandi prestazioni in FullHD, ma a risoluzioni minori possiamo giocare senza particolari problemi.

NVIDIA GTX 950

Il modello NVIDIA che consiglio per questa fascia di prezzo è la GTX 950 con 2 GB GDDR5 firmata Gigabyte, un “piccolo” mostro per rapporto qualità/prezzo.

scheda video

AMD Radeon R7 370

Il modello AMD che consiglio per questa fascia di prezzo è la AMD Radeon R7 370 con 4 GB GDDR5 firmato Sapphire.

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Schede video di fascia media (FullHD prestazioni medie)

La migliore sezione se vogliamo giocare in FullHD con prestazioni medie, basta non esagerare con le impostazioni e i filtri dei giochi.

NVIDIA GTX 960

Il modello NVIDIA che consiglio per questa fascia di prezzo è GeForce GTX 960 4 GB  firmato MSI.

scheda video

AMD Radeon R9 380

L’alternativa AMD che consiglio per questa fascia di prezzo è la AMD Radeon R9 380 4 GB firmato MSI.

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Schede video di fascia medio-alta (FullHD massime prestazioni)

La categoria più gettonata dai giocatori! Qui troviamo le schede più equilibrate come rapporto qualità/prezzo: spendiamo il giusto e tutti i giochi girano senza problemi (almeno a 1008p). Se volete giocare seriamente, bisogna considerare questa fascia di prezzo come inizio.

NVIDIA GTX 1060

Il modello NVIDIA consigliato per questa fascia di prezzo è NVIDIA GeForce GTX 1060 con 6 GB firmato Asus.

scheda video

AMD Radeon RX 480

Il modello AMD che consiglio per questa fascia di prezzo è AMD Radeon RX 480  con 8 GB firmato Sapphire.

scheda video

Schede video di fascia alta (2K prestazioni medie)

Iniziamo a fare sul serio con queste schede video! Se avete già un PC attrezzato come si deve (minimo Intel core i5 e almeno 8-12 GB di RAM) l’aggiunta di una di queste schede vi permetterà di far girare qualsiasi titolo recente con molti filtri attivi e dettagli al massimo, anche in risoluzione 2K.

NVIDIA GTX 980 Ti

Il modello NVIDIA che consiglio per questa fascia di prezzo è GeForce GTX 980 Ti AMP! con 6 GB GDDR5 firmato Zotac.

scheda video

AMD Radeon R9 390x

L’alternativa AMD che consiglio per questa fascia di prezzo è la AMD Radeon R9 390x da 8 GB GDDR5 firmato Sapphire, davvero tanta memoria da affiancare ad un chip grafico AMD molto performante.

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Schede video di fascia premium (2K massime prestazioni)

Le schede video che tutti vogliono, per giocare tenendo filtri e impostazioni grafiche al massimo dei valori, mantenendo un framerate molto alto anche sui titoli appena usciti sul mercato e in arrivo. Comprando una di queste schede non dovrete più preoccuparvi di aggiornare una scheda video per almeno i prossimi 2 anni. Con l’hardware giusto e con un alimentatore capace riuscirete a tirare fuori il massimo da queste componenti.

NVIDIA GTX 1070

Il modello NVIDIA che consiglio per questa fascia di prezzo è GeForce GTX 1070 con 8 GB GDDR5 firmato Zotac.

scheda video

AMD R9 Fury X

L’alternativa AMD che consiglio per questa fascia di prezzo è AMD Radeon R9 Fury X con 4 GB firmato Sapphire.

scheda video

Schede video hardcore (4K UHD e VR)

L’olimpo delle schede video, dove troviamo i mostri sacri destinati non solo a chi ha soldi da spendere (tanti); in una sola parola “hardcore”. Schede che definire potenti è quasi offensivo, visti i risultati che sono in grado di raggiungere. Non avremo problemi con i giochi in 4K UHD e con i visori a realtà virtuale!

NVIDIA GTX 1080

Il modello NVIDIA che consiglio per questa categoria è NVIDIA GeForce GTX 1080 con 8 GB GDDR5 firmato Zotac.

scheda video

fonte: http://www.chimerarevo.com

 

 

Apple iPhone 7

Apple annuncia iPhone 7 e 7 Plus

iPhone 7 e iPhone 7 Plus sono le proposte di prossima generazione di Apple. La società li ha presentati all’interno di un evento che si è tenuto il 7 settembre al Bill Graham Civic Auditorium a San Francisco. I nuovi smartphone non stravolgono il design dei precedenti modelli, ma introducono alcune funzionalità inedite nella line-up di Cupertino. Nell’articolo trovate specifiche, prezzo e disponibilità dei nuovi iPhone 7 e iPhone 7 Plus

iPhone 7 e iPhone 7 Plus: specifiche tecniche, prezzi, disponibilità

È finita l’attesa, Apple li ha annunciati: iPhone 7 e iPhone 7 Plus sono finalmente ufficiali. Non stravolgono quanto di buono hanno portato sul mercato i precedenti modelli, ma come al solito troveremo modifiche centellinate e sapientemente cesellate intorno all’ecosistema proprietario. Ancora una volta hardware e software si incontrano in una sinergia che ha l’obiettivo di portare sul mercato l’esperienza d’utilizzo migliore possibile su smartphone. Ci riuscirà Apple con i nuovi modelli? A questa domanda naturalmente solo il tempo potrà rispondere, tuttavia la società ha annunciato i nuovi modelli senza rinunciare alle solite iperboli di cui siamo ormai ampiamente abituati. Ecco tutte le novità.

Apple iPhone 7

La società ha svelato qualche informazione sui nuovi modelli in anticipo rispetto alla diretta streaming, confermando alcuni dettagli che erano trapelati attraverso numerose indiscrezioni. I nuovi dispositivi sono simili sul piano estetico rispetto ai modelli che sostituiscono nella line-up precedente, con due varianti ancora una volta da 4,7 e 5,5″. Sul piano estetico troviamo fotocamere più grandi, ma ancora una volta leggermente sporgenti rispetto al resto della scocca, bande in plastica meno evidenti e due nuove finiture di colore: iPhone 7 e iPhone 7 Plus saranno infatti disponibili nei colori Black (opaco) e Jet Black (lucido), che sostituiscono l’attuale Space Grey che non sarà più disponibile sui nuovi modelli. Rimangono Silver, Gold e Rose Gold.

I nuovi smartphone adotteranno una nuova versione capacitiva del tasto Home e del sensore Touch ID che vibrerà per simulare il click. La novità permette di risparmiare spazio per ulteriori componenti interni. In aggiunta, un tasto privo di parti meccaniche in movimento consente di resistere maggiormente all’usura nel corso del tempo. Per generare la vibrazione, il tasto Home è direttamente collegato al Taptic Engine in modo che la percezione del feedback sia più realistica e diretta possibile. L’aggiunta è naturalmente progettata anche per migliorare la resistenza ad intrusioni di liquidi e polvere all’interno del dispositivo, infatti i nuovi dispositivi hanno la certificazione IP-67 e possono essere utilizzati anche mettendoli a contatto con liquidi e polveri.

iPhone 7 ha una fotocamera del tutto rinnovata rispetto al passato: il sensore rimane da 12 megapixel ma adesso è più veloce ed efficiente, e anche il modello più piccolo utilizza la stabilizzazione ottica. Il sensore viene supportato da un obiettivo a sei elementi (prima ce n’erano 5 su iPhone) con apertura di diaframma fissa f/1.8, e il flash si compone adesso di un sistema Quad LED con tecnologia True Tone per il bilanciamento cromatico. iPhone 7 supporta anche la cattura di foto in formato RAW. Cambia anche la fotocamera frontale, con un sensore più efficace e definito, da 7 megapixel.

Passiamo ad iPhone 7 Plus. Il modello con display più ampio utilizza un sistema a doppio modulo: uno dei due utilizza un obiettivo tele, l’altro grandangolare: “Con due fotocamere e due obiettivi possiamo creare uno zoom vero e proprio su iPhone”, ha dichiarato Phil Schiller durante l’evento. La feature viene definita come zoom ottico 2X: eseguendo una foto compare un nuovo tasto 1X e premendo sopra di esso è possibile utilizzare il modulo tele. Con questo sistema è possibile creare, secondo Apple, uno zoom ottico 2X come scrivevamo sopra, ma anche uno zoom software (quindi digitale) fino ad un massimo di 10X senza perdite consistenti nella qualità. Affermazione che sarà tutta da vedere in occasione della nostra consueta prova del dispositivo.

Come su molti altri modelli a doppia fotocamera, anche iPhone 7 e iPhone 7 Plus sarà in grado di applicare effetti di sfocato (bokeh) come accade sulle DSLR professionali, realizzando foto con una profondità di campo ridotta: “Non stiamo dicendo che potete andare a buttare la vostra fotocamera”, ha precisato comunque Schiller. “Stiamo solo dicendo che questa è la migliore fotocamera di sempre su iPhone. Per molti clienti questa sarà la migliore fotocamera che hanno mai posseduto”.

Apple iPhone 7

iPhone 7 e iPhone 7 Plus utilizzeranno nuovi display Retina HD il 25% più luminosi, con una gamma di colori più ampia e con una gestione degli stessi migliori, ma pare che la risoluzione video rimarrà invariata per entrambi i modelli.

“Ma parliamo di audio adesso”, così Phil Schiller ha annunciato le novità in ambito sonoro. I nuovi smartphone saranno i primi della famiglia ad integrare altoparlanti stereo che migliorano in qualità e in volume, con un range di frequenze più corposo. I due altoparlanti non saranno entrambi sulla parte inferiore del dispositivo, ma uno in quella inferiore come nei modelli odierni, l’altro nella parte opposta. Viene del tutto eliminato il jack audio da 3,5mm, adesso gli auricolari si collegano digitalmente via connettore Lightning. Apple sostiene che ci sono 900 milioni di dispositivi che fanno uso della tecnologia di connessione, con Lightning che diventa immediatamente (secondo i calcoli della società) il connettore audio più utilizzato al mondo.

Il motivo del cambiamento? Schiller lo descrive con la parola coraggio, il coraggio di cambiare per qualcosa di meglio. Ciò nonostante all’interno della dotazione originale dei due smartphone ci sarà un adattatore non proprio incoraggiante dal punto di vista estetico. Utilizzando un singolo connettore digitale si risparmia spazio per altre componenti interne. In più Apple vuole puntare maggiormente sulle tecnologie wireless per le cuffie, annunciando un nuovo prodotto: AirPods. Le AirPods hanno 5 ore di carica, non tantissima, e possono essere utilizzate sia con iPhone che con Apple Watch.

Per abbinarle al dispositivo bisogna rimuoverlo dalla scatola e… basta. Non c’è alcun secondo passaggio. Le AirPods si abbinano ad iPhone e Apple Watch istantaneamente, collegandosi anche all’account iCloud per i prossimi dispositivi con cui collegarsi. Gli auricolari utilizzano un nuovo chip Apple, chiamato W1, che verrà integrato nella nuova linea S di cuffie wireless prodotte da Beats.

Come ultimo punto Apple ha riservato alcune parole per le performance: i nuovi iPhone 7 e iPhone 7 Plus utilizzeranno un nuovo processore chiamato Apple A10 Fusion, la cui CPU è dotata di quattro core a 64-bit. Stando alle parole della società Apple A10 Fusion è il 40% più veloce di Apple A9 su iPhone 6S e doppia Apple A8. I nuovi iPhone saranno 120 volte più veloci rispetto al modello originale rilasciato nel 2007. Due dei quattro processori andranno ad un quinto della potenza: le applicazioni e le funzioni più leggere funzioneranno esclusivamente su questi core, e il tutto verrò gestito da un nuovo power controller.

Apple A10 Fusion è “il chip più potente mai integrato su smartphone”, a detta di Apple, e ha anche una GPU del tutto nuova che renderà possibile un’esperienza di gioco “tipica delle console”. Il nuovo SoC è anche particolarmente efficiente, con Apple che dichiara la più elevata autonomia operativa di sempre nella storia degli iPhone. Tutto da verificare, naturalmente, in fase di recensione. iPhone 7 dovrebbe durare 2 ore in più rispetto ad iPhone 6S su una base d’uso prestabilita dalla società, mentre il modello 7 Plus circa un’ora in più rispetto all’attuale 6S Plus.

Arriviamo finalmente al succo: prezzi e disponibilità. iPhone 7 costerà 649 dollari e iPhone 7 Plus 769 dollari, con tutti i tagli di storage che vengono raddoppiati. I nuovi modelli saranno proposti nei tagli da 32, 128 e 256GB di storage integrato, mentre iPhone 6S e iPhone 6S Plus nelle varianti da 32 e 128GB. Solamente iPhone SE verrà venduto nel taglio da 16GB, con la possibilità di scegliere una variante più corposa da 64GB. In Italia iPhone 7 e iPhone 7 Plus saranno disponibili al day-one, con pre-order dal 9 settembre. Arriveranno nei negozi il 16 settembre

I prezzi per il mercato italiano sono pari a:

  • iPhone 7
    • 32 GB: 799 euro
    • 128GB: 909 euro
    • 256GB 1019 euro
  • iPhone 7 Plus
    • 32 GB: 939 euro
    • 128GB: 1049 euro
    • 256GB: 1159 euro
Da precisare che la colorazione iPhone 7 e iPhone 7 Plus saranno disponibili in colorazione Jet Black solo nei tagli di memoria da 128GB e 256GB.
 
Apple iPhone 7 specifiche tecniche
OS iOS 10
Display LCD IPS 4,7″
Risoluzione 1334×750 (326PPI)
Processore Apple A10 Fusion Quad-core + M10
RAM ??
Storage 32 / 128 / 256 GB
Fotocamere 12 MP – 7 MP
Connettività FDD-LTE, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 4.2, Touch ID, Apple Pay
Batteria ??
Dimensioni 138,3 x 67,1 x 71 mm
Peso 138 g

 

Apple iPhone Plus specifiche tecniche
OS iOS 10
Display LCD IPS 5,5″
Risoluzione 1920×1080 (401 PPI)
Processore Apple A10 Fusion Quad-core + M10
RAM ??
Storage 32 / 128 / 256 GB
Fotocamere 2 x 12 MP, 7MP
Connettività LTE Cat. 4, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 4.2, Touch ID, Apple Pay
Batteria ??
Dimensioni 158,2 mm x 77,9 mm x 7,3 mm
Peso 188 g

fonte: http://www.hwupgrade.it

case pc msi aegisti

Guida ai PC per giocare, parte 1: i componenti fondamentali

La scelta dei componenti per un PC dedicato ai videogiocatori e la loro corretta configurazione è un processo complesso che richiede decisioni basate sul bilanciamento dei componenti. Scheda video e processore hanno un ruolo fondamentale ma sono vari gli elementi che portano a configurare un sistema desktop che sia in grado di assicurare ore di divertimento e svago

Un PC per giocare

Sempre più videogiocatori scelgono una piattaforma PC quale sistema per trascorrere parte del proprio tempo libero, in alternativa ad una delle console di ultima generazione. In passato un PC desktop per giocare era visto come soluzione adatta solo ai più appassionati o a coloro che si servivano di un PC anche per altre finalità legate alla produttività personale. Negli ultimi anni lo sviluppo del mondo console, caratterizzate da un’architettura che in Microsoft Xbox One e in Sony Playstation 4 è molto vicina a quella di un PC x86, e l’evoluzione tecnologica del mondo PC ha però portato un numero sempre maggiore di utenti ad abbracciare quest’ultima piattaforma.

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PC vs console: la contrapposizione storica per i videogiocatori

La innata semplicità d’uso delle console ha da sempre rappresentato un punto di forza di queste ultime: si inserisce il supporto ottico del gioco, se questo non è stato scaricato e installato sull’hard disk della console, e l’interfaccia di gioco è pronta all’uso. Tutto molto più semplice rispetto a quanto accadeva con i PC, che nel frattempo si sono tuttavia di molto evoluti verso una interfaccia accessibile anche ai meno esperti sia con il sistema operativo Windows 10 sia con la diffusione di piattaforme per il download dei giochi quali Steam, Uplay e Origin per citare le più diffuse. Le console rimangono per loro natura più semplici e intuitive di un PC, ma quest’ultimo non è più quel sistema difficile adatto ai soli appassionati come poteva essere considerato un tempo.

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Mantenendo il confronto con il mondo delle console, emerge una ulteriore importante differenza tra queste e i PC. Acquistando una console l’esperienza di gioco è sostanzialmente fissa: ogni modello è infatti identico agli altri e le prestazioni velocistiche ottenibili standardizzate sui componenti che sono stati scelti in quello specifico modello. Detto in altro modo, acquistando una console si ha sempre ben presente quale sarà l’esperienza di gioco che ne si potrà ricavare. Diverso il risultato nel mondo dei PC, dove l’abbinamento tra i componenti porta a risultati ed esperienze di gioco che sono molto diverse tra di loro.

L’ecosistema PC per il gaming è sempre più vicino alle console quanto ad accessibilità

La pressoché totalità dei PC più recenti può installare e mandare in esecuzione un gioco, ma questo non vuol dire che l’esperienza finale sarà necessariamente quella ottimale per il videogiocatore. La scelta dei componenti in funzione del budget a disposizione e il loro bilanciamento è alla base della configurazione di un PC per videogiocatori che sia in grado di assicurare divertimento e immersione nell’azione di gioco.

Come scegliere i componenti del nostro PC, assemblandoli di conseguenza, per ottenere il miglior sistema per il gaming? La risposta a questa domanda è complessa e verrà sviluppata all’interno di questa guida: il fine ultimo è quello di mettere a disposizione dei lettori quella serie di competenze che aiutano a gestire al meglio il budget di spesa, evitando che il proprio sistema sia poco bilanciato nei componenti ed abbia limitazioni dettate da una loro scelta non corretta. Oltre a questo andremo a sfatare alcuni “miti” che dovrebbero essere di aiuto a chi vuole scegliere un PC per il gaming ma che spesso si rivelano convinzioni errate.

Questa guida è stata sviluppata in 3 parti: la prima è disponibile in queste pagine, con le due seguenti che verranno pubblicate nelle prossime settimane durante il mese di settembre 2016.

fonte: http://www.hwupgrade.it

 

internet anniversario

Buon compleanno, Internet: sono 25 anni che navighiamo

Oggi si celebra l’Internaut Day per ricordare la prima pagina web accessibile al pubblico: debuttò online il 23 agosto 1991

Questa mattina in molti se ne sono accorti grazie a Facebook, che gliel’ha ricordato e che ormai per moltissimi è, insieme con Google, l’essenza della Rete, il sito dove si passa la maggior parte del tempo online: oggi Internet compie 25 anni, perché era il 23 agosto 1991 quando la prima pagina di quello che sarebbe diventato “il Web” (questa qui) diventava accessibile al pubblico.

L’invenzione della “tripla doppia v” (il www che vediamo davanti alla maggior parte degli indirizzi dei siti) si deve allo scienziato inglese Tim Berners-Lee (sì, quello che adesso è fra i testimonial di... Tim), che all’epoca lavorava con un contratto a termine per il Cern di Ginevra ed ebbe l’idea di creare uno spazio condiviso per restare in contatto con i colleghi: lo sviluppò insieme con il belga Robert Cailliau a partire dal 1989 (da qui il “bisticcio” delle date sul compleanno di Internet) e lo rese pubblico appunto nell’agosto del 1991.

Da allora, come si dice, ne è passata di acqua sotto i ponti (anzi, di clic sotto le nostre dita), come racconta bene una pagina dedicata, sempre da Facebook , a “50 curiosità su Internet”:

– il primo “sito” registrato (anche se i siti ancora non esistevano, e nemmeno la Rete) risale al 15 marzo del 1985: è symbolics.com e appartiene a una ditta di Dallas che produce(va) computer;

– il termine “surfer” (navigatore, ovvero chi accede alla Rete) fu coniato nel 1992 da una bibliotecaria di New York, Jean Armour Polly;

– nel 1994 nacque Yahoo , che ora sta morendo sotto i colpi di Google e della concorrenza;

– nel 1995 nacque Amazon, il cui logo, con la freccia che va dalla A alla Z, significa che «qui puoi comprare tutto», appunto «dalla A alla Z»;

– il 1998 è l’anno dell’arrivo di Google (foto) , che oggi utilizza sino a 1000 computer contemporaneamente per risponde a ognuna delle nostre ricerche;

– nel 2003 arrivò MySpace, che oggi potrebbe essere “l’Instagram degli anziani”: l’ormai dimenticata Tila Tequila aveva 1,5 milioni di “amici”;

– il primo video pubblicato su YouTube è del 23 aprile 2005: s’intitola “Me at the zoo” e fu caricato da uno dei co-fondatori della piattaforma, Jawed Karim, dallo Zoo di San Diego (a oggi ha oltre 33 milioni di visualizzazioni);

– il primo tweet risale invece al 21 marzo del 2006, ed è ovviamente del co-fondatore del sito, Jack Dorsey;

– il 2006 è anche l’anno della nascita di Spotify: in 10 anni, la canzone più ascoltata è Wake Me Up di Avicii.

– Il 30 aprile del 1986 in tutta Italia, invece, si è festeggiato un altro compleanno. È la data in cui dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (“Cnuce”) parte il primo segnale verso Roaring Creek, in Pennsylvania. È lì che c’è una stazione che consente l’accesso alla rete Arpanet, l’infrastruttura militare che sarebbe diventata il World Wide Web.

Fonte: http://www.lastampa.it

xeon logo

24 core in una CPU per le nuove soluzioni Intel Xeon Broadwell-EX

Nuova famiglia di processori Xeon

Passano a 24 quale massimo, dai precedenti 18, i core che possono venir messi a disposizione dai processori Xeon della famiglia E7 di nuova generazione. Parliamo dei modelli Xeon E7-8800 v4 e Xeon E7-4800 v4 che Intel ha annunciato ufficialmente in questi giorni, basati su architettura nota con il nome in codice di Broadwell-EX.

Queste soluzioni sono proposte da Intel per i sistemi server multisocket di fascia più alta, mantenendo compatibilità con le piattaforme della famiglia Brickland basate sulle CPU Xeon E7 8800 v3 e 4800 v3 di precedente generazione a condizione di aggiornare il bios della scheda madre. La microarchitettura alla base di queste CPU è quella Broadwell, con tecnologia produttiva a 14 nanometri: questo ha permesso di incrementare il numero di core sino ad un massimo di 24 per socket, con un parallelo aumento della quantità di cache LLC (Last Level Cache) integrata nel processore.

Cache

Nei modelli top di gamma la cache arriva a una capacità complessiva di 60 Mbytes, contro i 45 Mbytes delle proposte di precedente generazione basate su architettura Haswell-EX. Non cambia quindi il quantitativo relativo della cache, che è pari a 2,5 Mbytes per ogni core integrato nel, processore.

xeon_e7_ex_broadwell.jpg

Memoria

Non cambia il controller memoria, sempre di tipo quad channel DDR4 con la possibilità di installare sino a 3 moduli memoria per ogni canale così da raggiungere una capacità massima di 24 moduli per ogni socket di processore. La risultante è quella di poter raggiungere una dotazione di memoria di sistema di 12 Terabytes quale massimo, abbinando 96 DIMM su una piattaforma a 4 socket.

Oltre ad un terzo link QPI integrato in ogni processore, caratteristica che permette in una configurazione quad socket ad ogni processore di comunicare direttamente con i 3 restanti, troviamo anche l’inserimento della modalità COD (Cluster on Die) anche per configurazioni a 4 socket. Questa funzione permette di incrementare le prestazioni velocistiche dividendo i core, la cache last level gli home agents all’interno di cluster distinti che operano all’interno di un dominio NUMA. In questo modo viene ridotta la latenza di accesso alla LLC, con un impatto positivo sulle prestazioni velocistiche. Nei processori Haswell-EX la modalità COD era presente ma limitata alle sole configurazioni a 2 socket.

Target di mercato

Intel posiziona i nuovi processori tra le soluzioni di fascia più alta, in diretta contrapposizioni con sistemi basati su CPU Intel Power8. Nel confronto con queste architetture Intel dichiara prestazioni velocistiche pari a 1,4x, un consumo che può raggiungere la metà e un rapporto tra prestazioni e costi che è superiore sino a 10 volte. I prezzi sono molto lontani da quelli abituali per le soluzioni consumer: si parte da un minimo di 3.000 dollari sino a superare i 7.000 per la declinazione con 24 core e TDP pari a 165 Watt.

fonte: http://pro.hwupgrade.it

 

inno3d gtx 1060

Le proposte GeForce GTX 1060 custom di Asus, Gigabyte e Inno3D

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, previsto per il 19 luglio, emergono informazioni sulle caratteristiche tecniche di alcune delle schede video GeForce GTX 1060 dei partner NVIDIA

Il 19 luglio vedremo in commercio le prime schede video NVIDIA della serie GeForce GTX 1060, proposte che l’azienda americana indirizza al segmento di fascia media del mercato posizionandosi sotto i due modelli GeForce GTX 1080 e GeForce GTX 1070 già sul mercato.

I partner NVIDIA potranno sin dal 19 luglio proporre in vendita le proprie schede GeForce GTX 1060 caratterizzate da design custom, differenziandosi quindi alle proposte reference che anche in questo caso NVIDIA indica con il nome di Founders Edition. Frequenze di clock overcloccate di serie, dissipatori di calore custom e due o più ventole ad assicurare un adeguato smaltimento del poco calore generato da queste schede.

geforce inno3d gtx 1060

Sono già disponibili alcune informazioni sulle schede GeForce GTX 1060 che verranno commercializzate dai partner entro la fine del mese di luglio. Inno3D, ad esempio, prepara il lancio di 2 schede caratterizzate dalle seguenti specifiche, entrambe con lieve overclock della GPU e della memoria video: parliamo dei modelli Inno3D GeForce GTX 1060 Gaming OC X2 e Inno3D GeForce GTX 1060 iChiLL X3, con boost clock di 1.784 MHz e clock della memoria di 8,2 Gbps.

gigabyte gtx 1060

Gigabyte

Gigabyte ha mostrato una prima immagine della scheda GeForce GTX 1060 G1 Gaming, che al pari delle corrispondenti proposte con GPU GTX 1080 e GTX 1070 utilizza un sistema di raffreddamento che integra LED che possono venir facilmente programmati via software. Il sistema di raffreddamento si avvale di due ventole, contro le 3 utilizzate nelle schede di fascia più alta.

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Asus

Asus ha infine annunciato sul proprio canale twitter l’arrivo di 3 schede GeForce GTX 1060: si tratta dei modelli GTX 1060 Turbo, GTX 1060 Dual e GTX 1060 Strix Gaming. Cambia visivamente il sistema di raffreddamento, con un presumibile intervento sulle frequenze di clock che riteniamo sarà più incisivo nelle versioni caratterizzate da un dissipatore di calore di dimensioni maggiori.

Ricordiamo come le schede GeForce GTX 1060 Founders Edition verranno proposte da NVIDIA unicamente attraverso la vendita sul proprio sito web in UK, Francia e Germania. In Italia, pertanto, troveremo ufficialmente in vendita le sole versioni custom sviluppate dai partner NVIDIA.

fonte: http://www.hwupgrade.it

adsl

Internet in Italia: passa il piano del governo Renzi per Adsl e banda larga 2016

La strategia italiana per la adsl a banda ultralarga punta ad aumentare la copertura della connessione ad alta velocità

Lo avevamo anticipato: è arrivata una prima svolta per la diffusione della adsl a banda larga in Italia ovvero l’arrivo dell’Adsl in alcune zone d’Italia ancora sprovviste. C’è infatti il via libera dell’Europa al Piano per la banda ultralarga dell’Italia da quattro miliardi di euro, che ora può partire a tutti gli effetti per cercare di portare una connessione Internet ad alta velocità all’85% della popolazione. Le prime regioni interessate sono Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto nelle cosiddette aree a fallimento di mercato ovvero quelle in cui i privati non intendono investire in proprio perché economicamente non convenienti.

Per l’Antitrust europea è in linea con le regole europee sugli aiuti di Stato, in quanto interviene nelle aree in cui l’intervento privato da solo non basta ma senza falsare la concorrenza. Un risultato che consentirà di «tornare ad avere una rete pubblica nelle aree bianche», ha sottolineato il sottosegretario Antonello Giacomelli, ottenuto «grazie alla buona cooperazione con l’Italia», ha riconosciuto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. In linea con gli obiettivi del mercato unico digitale, la strategia italiana per l’adsl a banda ultralarga mira ad aumentare la copertura della connessione ad alta velocità, contribuendo così al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di estenderla all’85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici, in particolare a scuole e ospedali, con una connettività di almeno 100 Mbps.

Il piano sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022 e lo Stato finanzierà completamente la nuova infrastruttura, che resterà di proprietà pubblica, mentre incaricherà un concessionario della gestione della rete. Ancora gli ultimi dati di Akamai mostrano che, nonostante un boom del 20% di connessioni nel primo trimestre rispetto a un anno fa raggiungendo l’83% del totale, l’Italia con una velocità media di 8,2 Mbps non riesce a tenere il passo e solo il 7% viaggia a 15 Mbps o più.

Il piano italiano, secondo l’analisi di Bruxelles, ha diversi punti forti: «Comporterà la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati», poi «promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti», inoltre «stimolerà la concorrenza tra operatori e al livello del mercato al dettaglio», e infine «comporterà la concessione di aiuti di stato mediante gare di appalto aperte» e «rispettose del principio della neutralità tecnologica». Per questo, ha sottolineato Giacomelli, «sbaglia chi pensa che le aree bianche siano poco interessanti dal punto di vista economico»: queste riguardano 7.300 comuni italiani su ottomila e 13 milioni di cittadini, senza contare il fatto che, per esempio, più del 70% delle imprese lombarde si trova in aree a fallimento di mercato. Per questo, secondo il direttore generale della Dg Connect della Commissione europea Roberto Viola si tratta di «un giorno storico».

fonte http://www.techpost.it